Quando uno sconto è reale: prezzo e 30 giorni
Ultima revisione: 15/10/2026
Quando un negozio scrive "-30%" accanto a un prezzo barrato, la domanda giusta è: trenta per cento rispetto a cosa? In Italia, per i beni venduti da un professionista a un consumatore, la risposta non è lasciata alla fantasia: l'art. 17-bis del Codice del Consumo fissa il prezzo di riferimento da usare quando si annuncia una riduzione. Conoscere questa regola ti permette di leggere meglio un cartellino, un banner o un volantino.
Che cosa dice la regola
Chi annuncia una riduzione di prezzo deve indicare anche il prezzo precedente, cioè il prezzo più basso applicato ai consumatori nei 30 giorni che precedono l'annuncio. Secondo le FAQ del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), il riferimento è il prezzo più basso praticato nel canale in cui avviene la vendita: online oppure in quel punto vendita. Conta anche un prezzo promozionale rimasto in vigore un solo giorno: se due settimane fa c'è stato un weekend di offerta, il "prezzo pieno" da barrare è quello dell'offerta, non quello di listino.
Qualche conseguenza pratica:
- Un prezzo barrato più alto di quello più basso dei 30 giorni precedenti non è, in linea di principio, il riferimento corretto per calcolare la percentuale.
- Se lo sconto è progressivo nell'ambito della stessa campagna (per esempio -20%, poi -30%, poi -40%), il riferimento resta il prezzo di partenza della campagna, non quello già scontato del passaggio precedente.
- Nelle vendite di liquidazione il prezzo barrato deve comunque essere il più basso dei 30 giorni, anche se l'ultimo prezzo di vendita era più alto.
- Per il commercio online, se ordini online e paghi in negozio, il prezzo di riferimento è quello online.
Quando la regola non si applica
La regola non copre tutto, ed è utile saperlo per non attribuirle più di quanto dice. Le FAQ del MIMIT indicano tra le esclusioni, in sintesi:
- le vendite sottocosto, che hanno una disciplina propria (DPR 218/2001);
- i prodotti deperibili, tra cui alimenti freschi e il latte;
- gli sconti condizionati a qualcosa in più del semplice acquisto, per esempio carta fedeltà, buoni, soglia minima di spesa;
- le offerte tipo "2x1", i regali, i bundle e i prezzi di lancio;
- le offerte personalizzate e il cashback;
- gli slogan generici come "prezzi sempre bassi";
- i libri, regolati da una legge diversa.
Un prodotto in vendita da meno di 30 giorni, o con un codice o modello nuovo, non deve confrontarsi con il prezzo di un modello precedente. Se invece manca un prezzo di riferimento valido, si guarda alle regole sulle pratiche commerciali scorrette.
In una campagna di catena fatta su volantino o cartellonistica può comparire solo il prezzo finale o la percentuale; il prezzo precedente deve però essere leggibile sul cartellino a scaffale o nella scheda prodotto online. Per questo, davanti a un volantino con la sola percentuale, vale la pena cercare il dettaglio in negozio o sul sito.
Come verificare nella pratica
La regola protegge chi guarda lo storico: ma lo storico di solito non è visibile. Ecco come farti un'idea.
- Fotografa o salva il prezzo del prodotto che ti interessa quando lo vedi la prima volta (screenshot con data, scheda del negozio, cartellino). Tra due settimane avrai un tuo storico.
- Controlla il modello esatto: codice prodotto, capacità, colore, anno. Un prezzo "più basso" di un'altra versione non è un confronto valido.
- Guarda anche il prezzo finale, non solo la percentuale: spedizione, costi di pagamento e accessori inclusi o no cambiano il totale.
- Confronta con altri venditori dello stesso modello. Uno sconto reale rispetto al prezzo più basso dei 30 giorni può comunque lasciare il prodotto più caro di un concorrente.
- Rifai il calcolo con il calcolatore dello sconto: inserisci il prezzo di riferimento e il prezzo finale e confronta la percentuale con quella dichiarata.
Esempio di calcolo
Esempio ipotetico, con cifre tonde e senza riferimento a nessuna offerta reale. Un elettrodomestico ha un cartellino barrato a 500 euro e un prezzo promozionale di 400 euro, "-20%". Se nei 30 giorni precedenti il prezzo più basso praticato era 450 euro, lo sconto corretto rispetto al riferimento legale è (450 - 400) / 450, cioè circa 11%, non il 20% annunciato. Lo stesso prodotto a 400 euro resta magari un buon acquisto, ma il vantaggio non è quello scritto sul cartellino. Se invece il prezzo più basso dei 30 giorni fosse stato 500 euro, la percentuale del 20% sarebbe corretta.
Dove sta il confine tra sconto e pubblicità ingannevole
Un prezzo barrato non corretto non è soltanto una questione di cortesia verso il cliente: può essere considerato una pratica commerciale scorretta. Il Codice del Consumo vieta le pratiche che, su prezzo o vantaggio economico, inducono in errore il consumatore medio spingendolo a una scelta che altrimenti non avrebbe fatto. Il MIMIT ricorda che l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) può intervenire d'ufficio o su segnalazione. L'AGCM non risolve però il singolo caso come un tribunale: per ottenere un risarcimento, una riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto ci si rivolge al giudice ordinario, secondo il MIMIT.
Se hai un dubbio concreto, il primo passo è scrivere al negozio chiedendo chiarimenti, conservando la pagina o il cartellino. Una segnalazione all'AGCM va fatta solo su fatti precisi e documentati.
Checklist prima di fidarti di uno sconto
- Il prezzo barrato è plausibile rispetto a quello che hai visto nelle ultime settimane?
- Lo sconto riguarda un prodotto ordinario o è un bundle, un 2x1 o un'offerta con carta fedeltà (casi in cui la regola dei 30 giorni non si applica)?
- Stai confrontando lo stesso modello, con lo stesso codice prodotto?
- Hai calcolato il totale con spedizione, ritiro dell'usato e costi accessori?
- Hai salvato schermata o foto del prezzo e della data?
- Hai confrontato almeno un altro venditore?
Per l'elettronica di consumo, dove i prezzi cambiano spesso, trovi altri spunti nella sezione Elettronica. Se vuoi capire come cambia il discorso quando il telefono è dentro un'offerta con l'operatore, leggi la guida Telefono a rate: bundle e acquisto libero. Per tenere traccia dei prezzi di ciò che compri più spesso puoi usare la lista risparmio.
Fonti ufficiali consultate
- mimit.gov.it/it/assistenza/domande-frequenti/annunci-di-riduzione-di-prezzo-domande-frequenti-faq
- mimit.gov.it/it/assistenza/domande-frequenti/pratiche-commerciali-scorrette-risposte-domande-frequenti-faq
- agcm.it/competenze/tutela-del-consumatore/pratiche-commerciali-scorrette/
Le regole e le condizioni commerciali possono cambiare: in caso di dubbio fa fede la fonte ufficiale.